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Che fine fa il mio curriculum?

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Che fine fa il mio curriculum?

Sono molti i dubbi che assalgono i candidati una volta iscritti a un portale di ricerca del lavoro, tra assenza di risposte e lunghe e frustranti attese. Ecco quello che accade invece in geoJOB.

Non riuscire a identificare subito le persone che posseggono una particolare specializzazione è il tipico problema delle agenzie per il lavoro generaliste. In questo geoJOB è facilitato perché non deve discriminare tra elettricisti, autisti, gruisti o escavatoristi ma scegliere soltanto le diverse professionalità all’interno di un ambiente specifico che è appunto il settore delle costruzioni, dell’impiantistica e delle infrastrutture.
Il lavoro “dietro le quinte” di un’agenzia del lavoro come geoJOB è dunque quello di riuscire a identificare per ognuno dei profili caricati sul sito una classificazione ottimale che tenga conto, in primo luogo, della competenza prevalente del lavoratore (cartogessista, pavimentista, decoratore ecc.) e poi di altre variabili aggiuntive come, l’esperienza, le altre competenze e, non meno importante, il luogo di residenza.
Ogni curriculum va al suo posto. È un po’ come mettere un attrezzo in un preciso scomparto dedicato, in modo tale da avere sempre a portata di mano una risorsa utile e facilmente rintracciabile sulla base di una classificazione per tipi e soggetti.
Sembra molto freddo, come metodo, ma è efficace. Ma intendiamoci, c’è anche una parte “calda”, quella della relazione, della telefonata e dell’incontro con il recruiter. Ma di questo ne parliamo dopo. Non prima di aver capito qual è il sistema di selezione recruiting adottato da chi si occupa di selezione.

Il solito vecchio metodo, i soliti errori
Molto spesso sono proprio i nostri colleghi degli uffici del personale ad ammettere di prendere in considerazione solo i curriculum di coloro che hanno avuto contatti con la loro azienda in precedenza, sia esso un fornitore, un ex collaboratore o l’amico dell’amico. Insomma, il passaparola la fa ancora da padrone nel nostro settore. Con tutti i rischi e le distorsioni che tutto questo comporta.
Che è esattamente quello che accade nella piccola impresa, dove si cercano spesso operai e maestranze sulla base delle proprie conoscenze personali, dando per buoni molti passaggi intermedi ma decisamente importanti, solo perché così si evita di “perdere tempo a far colloqui con chi poi non sa lavorare”.
Ebbene noi crediamo che questo sia il metodo più sbagliato e sicuramente il più dispendioso da adottare nel mondo del recruitment, perché in questo modo le vere professionalità non riusciranno mai a emergere, quando invece andrebbero premiate ben al di là delle conoscenze discrezionali, cioè personali e private.
Quello che facciamo all’interno di geoJOB va dunque in tutt’altra direzione: per prima cosa è il curriculum a parlare per il lavoratore e poi, se c’è interesse rispetto alle caratteristiche del profilo, avviene anche il contatto diretto. Ma nulla è scontato.

La rivoluzione digitale: che cosa accade in geoJOB
Grazie a un ATS (Applicant Tracking System), geoJOB è in grado di raccogliere i curriculum con un’unica soluzione centralizzata. Non solo, può al tempo stesso pubblicare gli annunci di lavoro, organizzare i profili raccolti, passando dall’analisi alla ricerca dei candidati nel proprio database fino a organizzare i colloqui e coordinare l’intero team di recruitment.
Il software in questione permette un notevole risparmio di tempo e la riduzione al minimo del lavoro manuale, ottimizzando l’intero processo di recruiting.
Ogni candidato che invia il proprio CV riceve un messaggio via e-mail che conferma la propria registrazione e comunica le credenziali di accesso all’area riservata del nostro sito. I profili e i relativi CV, che possono essere spediti in ogni tipo di formato, sono registrati all’interno del database del software: in questo modo, tutte le informazioni utili risiedono in un archivio unico accessibile ai recruiter.
Questa procedura, di per sé molto semplice da seguire per un lavoratore che abbia un minimo di dimestichezza con Pc o smartphone, s’incastra magnificamente con un altro asset peculiare di geoJOB: e cioè il sistema di georeferenziazione che fornisce annunci di lavoro in base alla posizione di un cantiere edile e permette alle aziende di trovare i professionisti di cui hanno bisogno disponibili in quell’area precisa. Questo strumento in pratica imposta una sorta di quadrante recinzione, un piccolo raggio geografico, in cui si andranno a far corrispondere domanda e offerta di lavoro.

La parte “calda”: quella che ci piace di più
Questa prerogativa di geoJOB aumenta quindi in maniera sensibile le possibilità di ingaggio per i candidati. Non di rado, infatti, si ha la sensazione che i propri dati e il proprio curriculum vengano letteralmente inghiottiti nel grande ventre degli ormai diffusissimi Job board, ovvero i portali generalisti che pubblicano annunci di lavoro e raccolgono curriculum senza dare mai feedback ai candidati. Come grandi gironi danteschi strapieni di anime dannate e senza speranza. E che spesso non portano a niente.
Il sistema di geoJOB invece, proprio grazie all’automatizzazione garantita da un software che gestisce tutte le fasi del recruiting e al sistema di geolocalizzazione, minimizza il rischio di dispersione del dato che serve alle aziende, cioè le competenze tecniche di settore. Ma la cosa che conta di più è la presenza del recruiter, una persona del mestiere che sa riconoscere i candidati di valore e sa instradarli verso i giusti percorsi. A volte basta una telefonata, un colloquio in presenza su Skype o un caffè al bar. Ed è questo che rende geoJOB, al di là delle sue specificità digitali, un portale unico nel suo genere. Provare per credere!

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