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Storie di cantiere 2

storie di cantiere dal lingotto di torino
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“Raccontaci una storia o un aneddoto di cantiere.” 
L’abbiamo chiesto a imprenditori, geometri e professionisti del mondo edile per raccontare attraverso la voce di chi ci lavora tutti i giorni il bello dell’edilizia. 

Ivano Crepaldi ci racconta i suoi primi anni nei cantieri dell’edilizia. Da giovanissimo Geometra viene messo a lavoro in uno dei più grandi e interessanti cantieri Italiani di quell’epoca. 

La Fiat aveva appena dismesso la sua fabbrica a Torino e grazie ad un grande progetto dell’Architetto Renzo Piano veniva data nuova vita all’area del Lingotto. 
In quel cantiere gli orologi non esistevano.
Si rispondeva solo al piano dei lavori sotto la supervisione dei Direttori tecnici. 
Un gigantesco cantiere delirante e organizzatissimo allo stesso tempo. Perfetto per imparare uno dei mestieri più belli del mondo.

La Storia di Ivano Crepaldi. Storia di un Geometra contabile.

“L’impatto fu dei piu’ duri.

Trent’anni fa, primo lavoro in edilizia, ristrutturazione del padiglione 5 del Lingotto Fiere.
Un manipolo di tecnici giovani pescati dalle imprese formanti il consorzio.

Imprese storiche; Recchi e Pizzarotti.
Il Direttore tecnico che, durante il colloquio di assunzione, sintetizzò con un gesto eloquente la filosofia del lavoro in cantiere. Si tolse l’orologio dal polso e disse; “in un cantiere questo non serve”.

Fu’ cosi che, da geometrino abituato sino allora ai confortanti ritmi del lavoro di un magazzino edile mi trovai catapultato nell’ affascinante, delirante, mondo della produzione industriale.

Il concetto di orario passò da 8-17 a Lunedi – Sabato. 
Mi fu chiesto, ironicamente, cosa avrei gradito fare. Risposi assistente topografo.
Mi diedero una scrivania, alcuni fogli A4 e un po’ di cancelleria.
Si era dimesso il contabile, e come a naja il libero in compagnia era destinato a prendere il posto di chi aveva marcato visita.
Di quel periodo, dove a 25 anni mi trovai a gestire con un altro geometra di 23 la contabilità attiva e passiva di un lavoro di 80 miliardi di vecchie lire (sotto l’ovvia supervisione del Direttore Tecnico, magico e ubiquo Ingegnere Parmigiano)
Ricordo cose che altri umani, nati successivamente, avrebbero difficoltà a comprendere.
Non c’era il computer, nè tantomeno alcun programma destinato a gestire la contabilità dei lavori.

Il tecnigrafo ancora regnava, Autocad aveva emesso i primi vagiti.
Si trasmetteva via fax, l’e-mail compariva nei telefilm di fantascienza.

Tutto questo per dire che i tecnici edili come il sottoscritto, attualmente a cavallo dei 55 anni, scelsero a loro tempo un settore e un percorso che si sarebbero evoluti drasticamente.
Ricordo un Ispettore di Cantiere, che in quel periodo, pressappoco cinquantenne, mi confidò di considerarsi un lavoratore fortunato.

Ammise di aver scelto il mestiere più bello del mondo.
Certo è che il mio, di mestiere, se non il più bello è sicuramente tra i più difficili da decifrare, per chi non lavora nel settore.

Quando mi chiedono cosa faccio ascoltano la risposta e poi esclamano regolarmente;
“In sostanza sei un Ragioniere….”
Ed io ripenso a quel geometra dimissionario di trent’anni fa, che mi ha condannato, bontà sua, ad una professione quasi incomprensibile per i piu’.


Grazie mille Ivano per la tua bellissima storia. Ci hai portato con te in quel bellissimo cantiere. 

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