Luci e ombre del rapporto ANCE

L’Osservatorio sull’industria delle costruzioni, appena pubblicato da Ance, mostra uno scenario caratterizzato da forti spinte trasformative, anche molto positive, e notevoli ritardi sul versante burocratico-finanziario che creano ampi fronti di resistenza al cambiamento.
Se lo sfondo congiunturale è da parecchi mesi positivo, lo stesso non si può dire del sistema di gestione delle risorse strutturali per il settore, ancora sostanzialmente ferme al palo.
Continuano infatti a emergere grosse difficoltà nella spesa degli enti locali, i quali non riescono a sfruttare appieno le opportunità di rilancio degli investimenti offerti dalle modifiche delle regole sulla finanza pubblica. E tutto questo accade proprio mentre si registra, dopo anni di continui tagli, un vigoroso incremento degli stanziamenti per le infrastrutture (+9,2% nel 2016 e +23% nel 2017).

«Il rischio», commenta amaramente il Rapporto, «è che anche la previsione del Governo sull’aumento per l’anno in corso del 2,8% della spesa pubblica per investimenti fissi lordi, espressa nel Documento di Economia e Finanza di aprile 2017, venga rivista al ribasso. Sono anni, infatti, che le previsioni contenute nel Def vengono riviste, a causa della difficoltà di concretizzare le misure messe in campo per gli investimenti».

Nonostante ciò, secondo l’Osservatorio dell’Ance, dopo i modesti risultati del 2017, il 2018 potrebbe rappresentare un punto di svolta per il settore delle costruzioni. Le misure per il rilancio degli investimenti territoriali, l’avvio del Piano Casa Italia per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare e del territorio e il programma per la ricostruzione del Centro Italia, uniti al rafforzamento degli incentivi fiscali per la messa in sicurezza sismica, potrebbero avere effetti molto positivi sui livelli produttivi nel prossimo anno.

Occorrerà però superare le tante inerzie nel processo realizzativo degli investimenti pubblici, che è ancora lungo e farraginoso e rende assai difficile sfruttare al meglio le risorse disponibili.

Per rafforzare la ripresa del settore occorrerebbe inoltre garantire, secondo l’Ance, un forte sostegno al mercato edilizio innovativo, specie quello eco-sostenibile, e al tempo stesso prolungare le misure relative alla detrazione del 50% dell’Iva per l’acquisto di case in classe energetica A o B, introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 e in scadenza il prossimo 31 dicembre.
Non ultima spinta positiva, in ordine di importanza, proverrebbe dall’estensione della detrazione Irpef 75%/85% del prezzo di vendita di un immobile anche alle zone a rischio sismico 2 e 3, in modo tale da innescare una profonda riqualificazione degli edifici con interventi di demolizione e ricostruzione volti alla restituzione di case integralmente antisismiche.