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Videocolloquio su Skype? Perché no?

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Videocolloquio su Skype? Perché no?

Il contatto telefonico non permette alle aziende di inquadrare perfettamente un candidato e le sue qualità. Cosa che invece è possibile attraverso le videochiamate con Skype, Messenger o WhatsApp. Ecco come gestire al meglio un colloquio alternativo con i recruiter.

In un’epoca in cui le distanze si sono ridotte grazie ai media digitali, anche il colloquio di lavoro cambia forma. Facendo risparmiare tempo ed energie a tutti, lavoratori e recruiters.
La possibilità di trovare ingaggi anche molto lontani da casa permette infatti di evitare gli spostamenti per assolvere a questo cruciale cerimoniale. D’altronde il colloquio di lavoro è sempre stato ed è ancora per tutti un grande momento della verità, un rituale nel quale si gioca gran parte del nostro futuro occupazionale. Quel momento in cui l’ansia scorre a fiumi nelle vene e può anche giocare brutti scherzi.

Videochiamata: che diavoleria!
Ebbene, da un po’ di anni molti recruiter affiancano al colloquio di lavoro anche la videochiamata per conoscere chi si candida a una posizione lavorativa. E con ottimi risultati.
Certo, avere il candidato presente di fronte a sé dal vivo è tutta un’altra cosa: le informazioni che si possono raccogliere durante in un incontro vis-à-vis sono sicuramente superiori a quelle ottenibili via video.
La postura, la stretta di mano, il portamento e altri piccoli particolari sono infatti pane per i denti di ogni bravo recruiter. Ma non sempre l’incontro di persona è fattibile e allora bisogna accontentarsi di un incontro a distanza. Soprattutto quando c’è la necessità di ridurre i tempi di assunzione e le persone da contattare si trovano a centinaia di chilometri, cosa che accade spesso a noi di geoJOB.

Un profilo più ricco
È chiaro che una videointervista non potrà mai sostituire la ricchezza emotiva e l’esaustività di un incontro reale, ma in mancanza di meglio rappresenta già un ottimo risultato. A noi capita spessissimo di contattare lavoratori e professionisti che abitano in luoghi in cui sappiamo che sorgeranno cantieri anche piuttosto importanti. E molte volte si tratta di zone parecchio distanti da Milano, la città in cui abbiamo gli uffici. E sarebbe davvero scoraggiante obbligare un candidato a venire a fare il colloquio qui, da noi, partendo magari da Trieste o da Bari!
Ecco perché utilizziamo spesso e volentieri Skype e altri marchingegni tecnologici come WhatsApp e Messenger per comunicare con i nostri nuovi iscritti e riuscire così a conoscerli meglio. Ed è per questo che consigliamo a tutti di seguire questo piccolo vademecum che li può aiutare a gestire al meglio l’opportunità di un colloquio a distanza. Vediamo come e soprattutto perché.

Piccole regole di buon senso
E ovviamente le regole di una conversazione via video sono le stesse di un incontro dal vivo. Occorre dunque conoscerle bene per poter affrontare con successo un colloquio di lavoro.
Si tratta in fondo di principi piuttosto semplici. Osserviamoli insieme.
Innanzitutto occorre prepararsi con anticipo senza crearsi troppe ansie, ma anche senza sottovalutare la situazione. Si tratta sempre di un lavoro. È giusto allora chiedere al recruiter quanto tempo si avrà a disposizione per organizzare al meglio la propria presentazione. Ma anche per potersi preparare adeguatamente a rispondere alle domande tipiche di quest’importante momento. Occhio dunque alle astuzie e alla concretezza del reclutatore, il quale sarà concentratissimo sulla vostra gestualità, sul tono di voce, sulla chiarezza espositiva e soprattutto sulla vostra empatia. Lavorare in gruppo non è cosa da tutti, e nei mestieri delle costruzioni il senso di appartenenza al team e la cooperazione sono fondamentali!

Attenzione ai dettagli
Avere un’ottima capacità comunicativa è importante ma non è indispensabile. Necessario è invece avere cura del dettaglio, dalla presentazione del proprio profilo Skype o Facebook fino al modo di vestire per l’incontro in videochiamata. Per essere in grado di trasmettere competenza e affidabilità occorre infatti presentarsi bene, anche se non ci muoviamo dalla nostra dimora.
Bando dunque ai vestiti dimessi o da casa. Occorre agghindarsi come se si andasse davvero a un colloquio di lavoro. Attenzione inoltre a quanto si vedrà nell’inquadratura della videochiamata: controlliamo sempre che non spuntino stiratrici, ambienti disordinati o poster di dubbio gusto. Provare a vedere cosa vedrà il nostro interlocutore è sempre molto raccomandabile.
Per quanto riguarda la forma, ricordiamoci di essere puntualissimi all’appuntamento. Un ritardo o un contrattempo deve essere comunicato per tempo. E deve essere davvero importante e credibile! Altrimenti la percezione di sciatteria e disordine è assicurata!

Postura e altri piccoli consigli
Per quanto riguarda la postura e l’impressione di primo acchito, cerchiamo di tenere un certo “standing” e non gesticoliamo troppo. Il linguaggio non verbale dice tantissimo di noi, e a volte ci fa apparire un po’ sciocchi, e spesso del tutto diversi da quanto siamo in realtà. Su Skype è possibile tenere aperta la finestrella che mostra il vostro volto: teniamola aperta per tenere sotto controllo la nostra postura.
Anche il tono della voce e le espressioni del volto devono essere positive e possibilmente naturali. Anche qui, una prova generale da fare con un amico dall’altra parte di Skype è sempre auspicabile prima della solenne videochiamata con il recruiter. Inoltre serve a verificare le connessioni audio e video. È sempre meglio non avere sorprese dell’ultimo momento.
Infine l’ambiente di casa in cui fare la videochiamata: deve essere luminoso, ordinato e pulito. Stiamo lontanissimi dai luoghi rumorosi e pieni di distrazioni. L’incontro con il recruiter deve essere sereno e consentire la massima concentrazione. Si parla di noi e del nostro futuro. Non siamo certo al bar! E soprattutto, prepariamoci per tempo alle domande più importanti, quelle che riguardano il nostro percorso di studi, la carriera professionale, le competenze e gli obiettivi che ci prefiggiamo con questo possibile ingaggio. Un piccolo riepilogo di noi stessi basterà a vincere ogni residuo di timidezza ed esitazione.
Be’, giunti a questo punto, che altro dire?
In bocca al lupo!

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