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Grandi cantieri, Grandi sogni

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2 Commenti

Questa è una storia d’amore. Una storia che non siamo abituati a sentire.
Di solito quando parliamo di edilizia, cantieri e costruzioni le prime cose che ci vengono in mente sono: sporcizia, polvere, rumori, operai sudati. 
Ma chi conosce questo mondo invece sa che un cantiere è un viaggio che si pianifica nei minimi dettagli ma che si riempie di storie e di imprevisti. 
Anche per questo avevamo iniziato a raccontarvi le storie di cantiere.
Lavorare per un grande cantiere significa sognare, immaginando sin dall’inizio quello che sarà l’opera completata. 
Ogni operaio, perforatore e manovale lavorerà guardando al futuro e a quello che sarà l’opera un domani. 
Dentro un grande cantiere lavorano centinaia di tecnici e operai. Talmente tanti che non sarà possibile dire con certezza cosa ha fatto uno e cosa ha fatto l’altro. Però se passeggerai con un operaio, dopo anni, davanti a quel cantiere vedrai i suoi occhi illuminarsi e riempirsi il petto di orgoglio. L’orgoglio di dire: io c’ero

C’è chi costruisce muri e chi costruisce cattedrali. 

Niente banalità, lavorare in cantiere è molto faticoso, ci si sporca e si opera con qualunque condizione atmosferica. Sappiamo bene che non è facile c’è però un segreto per vincere lo sconforto iniziale, la motivazione e l’orgoglio per il proprio lavoro, sentendosi coinvolti e percependo propria l’opera che si costruisce. 
Noi proviamo a trasmettervelo con questa semplice ma efficace storiella citata da Vittorio Massimo Borgo, CEO di geoJOB recruitment nel suo video.

Tre muratori stavano lavorando alla costruzione di una cattedrale. Passa una persona e nota che questi avevano un atteggiamento completamente diverso al lavoro, così, incuriosito, chiese ad ognuno di loro: “Cosa stai facendo?” Il primo rispose: “sto costruendo un muro.” Il secondo rispose: “sto costruendo una cattedrale.” Il terzo infine rispose: “sto costruendo la casa del Signore.”

Questa storia è la perfetta metafora dell’approccio che il buon operaio deve avere durante la costruzione di una grande opera. Perchè seppur apparentemente insignificante il suo lavoro rispetto alla maestosità della costruzione, in realtà è un contributo prezioso per consegnare quel ponte o la galleria che unirà due paesaggi prima separati tra loro.

Il cantiere e i giovani, un settore che non attrae

Nell’edilizia c’è un problema sin troppo noto, un ricambio generazionale povero e l’abbandono repentino del cantiere da parte dei giovani, eccessivamente spaventati da un lavoro duro e faticoso. Come risolvere il problema e attirare i giovani in cantiere?
Innanzitutto con la giusta formazione, in modo che i ragazzi arrivino ben preparati, non solo teoricamente ma anche praticamente. Oggigiorno è possibile formarsi sia teoricamente che virtualmente grazie al potere della tecnologia in abbinamento alla formazioneper capire come è possibile esercitarsi a guidare gru, perforatrici, jumbo e tutti i macchinari dell’ingegneria geotecnica direttamente da un computer grazie alla realtà virtuale.

L’Italia e la fama delle opere incompiute

Vi siete mai chiesti quante opere dovrebbero essere realizzate in Italia? La risposta è molte, peccato che per mille motivi la maggior parte è rimasta sulla carta o alla peggio i lavori sono partiti ma poi sono finiti i soldi e tutto si è fermato, trasformando un grande progetto in uno scheletro incompiuto in attesa di essere abbattuto. Sprecando inutilmente soldi pubblici.
Questo ciclo ormai sta diventando fin troppo un’abitudine etichettando la nostra Italia come il paese dalle infrastrutture incompiute e in cattivo stato di conservazione.
Adesso basta! Iniziamo a costruire infrastrutture di qualità, apriamo quei cassetti e portiamo in cantiere i progetti sulla carta coronando sogni e creando migliaia di posti di lavoro e non solo ci sono miliardi di € in gioco.

In questo momento prendiamo ad esempio due grandi opere italiane una mai realizzata ma fonte di molti dibattiti e una realizzata in tempi record rispettivamente i ponte di Messina e il ponte di Genova 

Il ponte sullo stretto tante parole nessun fatto

Non si può non citare l’opera più arzigogolata nella storia dell’edilizia italiana, tra fazioni politiche opposte e differenti modelli di business. 

Nettamente contrario alla costruzione è chi opera nel mercato dei traghetti che con il ponte vedrebbe precipitare i suoi affari. A favore invece tutti coloro che per lavoro o piacere usufruiscono di questa tratta costiera lunga appena 3 km  con tempi abissali di percorrenza e con elevati costi da sostenere, facilmente evitabili con il ponte che trasformerebbe le ore in una manciata di minuti. Non solo efficienza e risparmio economico, il ponte abbatterebbe nettamente l’inquinamento atmosferico causato dai traghetti.

Relativamente alla costruzione si stima che si darà vita a un aumento dell’occupazione, sia direttamente nei cantieri che nell’indotto pari a 100.000 posti di lavoro per i 6 anni necessari alla costruzione dell’opera e successivamente a tutto il personale addetto per la manutenzione e la piena funzionalità. Sarebbe l’opportunità, anche, di dare slancio e concretezza anche a opere considerate “inferiori” ma strategiche per il territorio, es. la viabilità all’interno della città di Messina ecc.

Il ponte San Giorgio, una perla per chi ci ha lavorato. 

Niente scuse le infrastrutture di qualità in Italia si possono realizzare e in tempi record tra l’altro, eccone l’esempio tattile. In numeri, 720 giorni dopo il crollo del vecchio morandi e 20 mesi di lavori senza sosta hanno dato vita a un’opera di 1.067 metri di lunghezza a campata unica per 30 metri di larghezza con un’altezza, nel punto più alto, di circa 40 metri. Il segreto per tutto questo? Impegno e sacrificio per le migliaia di lavoratori qualificati, solo la burocrazia necessaria e liquidità immediata.

Conosciamo benissimo le bellezze dei grandi cantieri dell’edilizia e infatti abbiamo il sogno che questo settore possa tornare florido e trainante.

Per questo tutti i giorni selezioniamo e ricerchiamo personale da impiegare proprio in questi cantieri 

Per candidarti clicca qui → https://www.geojob.it/offerte-di-lavoro/

Se vuoi sognare insieme a noi e trovare i migliori dipendenti allora conosciamoci e iniziamo a costruire lavoro insieme → https://www.geojob.it/per-le-imprese/


2 Commenti
    • Bruno Vitale
      Set 04, 2020 21:12 pm Reply

      Confermo quanto letto nell’articolo e condivido anche i comportamenti di chi ha lavorato nei grandi cantieri .
      Aggiungo, inoltre, che quando svolgo la mia funzione di Formatore nei corsi per il rilascio del Patentino per la conduzione di macchine complesse di piccolo e Grande Diametro , ricordo le mie esperienze nei cantieri Edili con particolari lavorazioni e di difficile esecuzione e dire “io c’ero” ti riempie di orgoglio e raccontando le esperienze fatte informo i neofiti su quali e quante tipologie li lavorazioni esistano nella moderna edilizia specializzata.
      Bon Lavoro

      • Vittorio Borgo
        Ott 07, 2020 15:26 pm Reply

        Buongiorno Bruno e grazie mille per aver apprezzato il nostro articolo.
        La formazione, tecnica e teoria, è un aspetto di importanza fondamentale per chiunque voglia entrare in cantiere con la consapevolezza che condurrà macchine complesse di piccolo e Grande Diametro.
        Nei nostri articoli e contenuti sui social media trattiamo assiduamente questo tema, continua a seguirci

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