3..2..1 Pronto al video colloquio per affrontare una selezione?

Sempre più spesso il primo colloquio viene effettuato in modalità video chiamata. Questa tipologia permette di diminuire i tempi di organizzazione del colloquio ed eliminare i costi di spostamento per i candidati.

Ecco le nostre indicazioni per affrontare al meglio il tuo video colloquio

La scelta del luogo

Prima di tutto pensiamo al luogo che sceglierai per effettuare la videochiamata. Se possibile scegli una stanza luminosa e silenziosa in modo da non essere disturbato. Nel caso tu non possa sostenere il collegamento in una stanza silenziosa, ricordati di avvisare all’inizio del colloquio il tuo interlocutore che stai svolgendo la video chiamata per esempio dalla strada o da un locale. 

L’abbigliamento per un video colloquio

Ricordati che, anche se effettuato a distanza, stiamo sempre affrontando un colloquio di lavoro. Scegli quindi lo stesso abbigliamento che useresti per un colloquio “dal vivo”, evita quindi improbabili abbigliamenti da casa come tute, casacche o pigiami. E naturalmente presta attenzione all’aspetto, meglio evitare situazioni da <appena svegliato>. 

Controlla gli aspetti tecnici

Per la buona riuscita del video colloquio è importante considerare anche gli aspetti tecnici come la connessione internet.  Per verificare la connessione puoi andare sul sito www.speedtest.net e cliccare sul pulsante go, se la velocità in download sarà di 10 megabyte e in upload di 1,5 megabyte (normale connessione del cellulare) allora sarà tutto pronto per affrontare il video colloquio.

Per testare la qualità audio e video ti consigliamo di avviare una videochiamata di prova con un amico, inoltre mi raccomando utilizza delle cuffiette audio in modo da essere isolato, molto concentrato e garantire la corretta privacy.

La preparazione

E’ un colloquio quindi va affrontato nello stesso modo in cui affronteresti un colloquio dal vivo. Ricordati di rileggere l’offerta di lavoro per cui ti sei candidato e focalizzati sulle competenze richieste di cui sei veramente in possesso.

Tieni a portata di mano il tuo cv e i documenti che hai allegato alla candidatura in modo da essere sempre pronto a dare le giuste spiegazioni in caso di domande specifiche.

Naturalmente “studia” l’azienda con cui andrai ad interfacciarti, in modo da sapere chi sono e di cosa si occupano nel dettaglio. 

Cosa evitare nei video colloqui?

Non essere in ritardo: la puntualità è una qualità molto apprezzata. 

Non leggere appunti o documenti se non richiesto dal selezionatore, certamente gli appunti potrebbero darti qualche sicurezza in più ma saresti portato a distogliere lo sguardo dallo schermo facendoti apparire distratto.

E per finire

Ricordati di puntare sempre lo sguardo sulla telecamera del dispositivo e sorridi, devi immaginare che la persona con cui stai parlando sia proprio seduta davanti a te. Lascia decidere al selezionatore i tempi e i modi della video chiamata e non spegnere mai per primo la telecamera. 

Ora incrociamo le dita per te e ti auguriamo un grosso “in bocca al lupo”. 

Videochiamate nell’emergenza del Coronavirus (Covid-19)

In queste ore c’è una forte preoccupazione per il diffondersi del virus COVID-19 (CoronaVirus) e si sono susseguiti una serie di interventi da parte delle Autorità in difesa della salute dei Cittadini. Nonostante questo, noi di geoJOB siamo tranquillamente a lavoro per offrire ai nostri clienti sempre la massima efficienza.

Ma vogliamo tranquillizzarvi,  per garantire la massima sicurezza e tranquillità ai nostri colleghi, collaboratori, candidati e clienti abbiamo adottato alcune  misure precauzionali.

Quale soluzione utile a garantire la selezione del personale in tutta Italia dal nostro ufficio di San Donato Milanese?

In un’epoca in cui le distanze si sono ridotte grazie ai media digitali, anche il colloquio di lavoro cambia forma e la tecnologia diventa una valida alleata nella ricerca di lavoro.

Come scritto nel nostro precedente articolo, le videochiamate fanno risparmiare tempo ed energie a tutti, candidati e recruiters, e sono più economiche di mascherine e amuchina

Lo facciamo già dal primo giorno che abbiamo attaccato l’adesivo geoJOB alla porta e oggi, forte dall’esperienza pregressa, siamo pronti ad affrontare le restrizioni introdotte per il coronavirus in modo da garantire un servizio efficiente ed efficace.

Come affrontare il video-colloquio?

Ci sono vari programmi per fare videoconferenze e videochiamate. Quelli che noi preferiamo e che utilizziamo la maggior parte delle volte sono Skype, Whatsapp o Hangouts.

I nostri consigli per affrontare al meglio il video-colloquio: 

  • Trova una stanza silenziosa dove nessuno verrà a disturbarti.
  • Crea la tua postazione a fianco di una finestra per essere ben visibile e se il colloquio avverrà in orario serale posizionati vicino ad una luce artificiale che possa illuminare il tuo volto.
  • Posiziona bene il tuo computer o il cellulare e non tenerlo in mano, eviterai di far venire il “mal di mare” al recruiter e soprattutto riuscirai ad essere più disinvolto.

Ci sono differenze tra un video colloquio e uno dal vivo?

Per fare un primo colloquio esplorativo non ci sono grandi differenze tra un colloquio a distanza e uno dal vivo, anzi i vantaggi del video colloquio sono almeno 3:

  • Selezioniamo personale ovunque ci sia una rete internet;
  • Organizziamo molto rapidamente i colloqui;
  • Ottimizziamo ed eliminiamo i costi di “spostamento” per i candidati

e possono aiutarci nel concludere la maggior parte delle operazioni a distanza, garantendo ai candidati e ai nostri Collaboratori maggior tranquillità  in questo momento di attenzione collettiva.

Una nostra esperienza diretta

Ti racconto la nostra ultima selezione “oltre-confine”. Riceviamo un’ottima candidatura per un ruolo di capocantiere in Algeria. Lui si chiama Carlo e attualmente si trova a casa in cerca di una nuova occupazione. Il CV evidenzia le idonee competenze e caratteristiche professionali.

Non perdiamo tempo e nel giro di qualche ora organizziamo il colloquio via skype. Appuntamento all’ora di pranzo; il candidato era nella sua casa e noi nel nostro ufficio.

Colloquio perfettamente riuscito, il profilo del candidato era in linea con la posizione ricercata, è stato presentato ed accettato dall’azienda, abbiamo organizzato un incontro conoscitivo con la stessa e ora è pronto ad iniziare questa nuova esperienza.

Visto l’elevato numero di visite presso i nostri clienti che i nostri Collaboratori effettuano quotidianamente ed abitualmente, riteniamo che la videochiamata sia una scelta responsabile e di buon senso. Riusciamo a garantire un servizio di qualità e grazie alla nostra esperienza e alle nostre capacità riusciamo a recuperare le informazioni necessarie per approfondire le caratteristiche professionali dei candidati.

Se sei un candidato e vuoi vedere con i “tuoi occhi” come funziona il nostro processo di selezione digitale vai su questo link e lascia la tua candidatura.

Ci vediamo in video chiamata.

Buona fortuna e in bocca al lupo.

Il Reddito di cittadinanza può diventare il più grande incubatore per specialisti?

L’Italia pone le sue radici nel Lavoro e questo è scritto nei primissimi principi fondamentali della Costituzione Italiana, e il cui riassunto “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, che riconosce i diritti inviolabili dell’uomo e  che riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro promuovendo le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

Per questo gli interventi pubblici rivolti alla tutela dell’interesse collettivo devono essere in perfetto equilibrio tra politiche passive e politiche attive. 

Lo Stato Italiano ha il compito di proteggere chi perde il lavoro o chi, per qualche motivo, non riesce a trovare un’occupazione, ma contemporaneamente deve attuare politiche di investimento affinché le imprese possano sviluppare il proprio business creando lavoro e occupazione.

Ultimamente la Legge più importante per quanto riguarda il sostegno sociale, nelle politiche del lavoro, è riconducibile al Reddito di Cittadinanza. Una legge ideata per dare pari diritti a tutte le persone in difficoltà economica ma che non vuole mostrarsi accomodante con i “fannulloni”.

Ed è anche con il Bonus per le assunzioni che la politica passiva si trasforma in politica Attiva e diventa grande opportunità di nuova specializzazione per quei lavoratori fermi da troppo tempo. 

Quali sono i vantaggi per chi assume?

Le aziende che assumono persone beneficiarie del Reddito di cittadinanza (RdC) potranno avere incentivi sotto forma di sgravi contributivi.
I dipendenti dovranno essere assunti con contratto a tempo indeterminato con orario full-time.

La procedura per poter ottenere il suddetto sgravio è indicata sia nella circolare INPS n°104 del 19/07/2019 che nel messaggio INPS n°4099 del 08/11/2019 “Incentivo per l’assunzione di beneficiari del Reddito di cittadinanza...Rilascio modulo di domanda. Istruzioni operative e contabili.”

Le aziende che avranno ottenuto l’autorizzazione, saranno esonerate dal pagamento dei contributi previdenziali INPS.
L’importo dello sgravio contributivo nei 18 mesi va da un minimo di euro 3.900 (5 mesi) ad un massimo di euro 14.040 (18 mesi).

Occorre però far notare che lo sgravio RdC spetterà sulla differenza tra le 18 mensilità e le mensilità già godute dal beneficiario stesso ma con un minimo di 5 mensilità.

Ad esempio se un dipendente ha ricevuto il reddito di cittadinanza da 8 mesi quando verrà assunto il calcolo da fare sarà 18 meno 8 e quindi l’impresa avrà uno sgravio di 10 mesi. Lo sgravio minimo a vantaggio delle imprese sarà comunque di 5 mesi.

Nel caso in cui  il datore di lavoro licenzi il dipendente nei 36 mesi successivi all’assunzione, senza giusta causa o giustificato motivo, è obbligato alla restituzione di quanto incassato con l’applicazione di sanzioni.

L’importanza della formazione per un inserimento efficace

Il mondo del lavoro in questi anni ha visto crollare il numero di occupati. Insieme a questo crollo abbiamo purtroppo assistito anche ad un blocco dei percorsi di specializzazione di nuove figure professionali necessarie alle aziende. 

Oggi ci troviamo davanti a tre problemi sul tema delle specializzazioni: 

  • Serve una mappatura delle figure professionali più richieste, e questo dato ci può venire da un analisi da condurre con le imprese del settore;
  • Ci sono alcuni percettori del RDC da troppo tempo lontani dal lavoro;
  • Bisogna facilitare il più possibile l’inserimento in azienda di queste figure, in alcuni casi, carenti di nozioni tecnico-pratiche.

L’incentivazione alle imprese è sicuramente uno strumento che può contribuire a reinserire queste persone e consentire alle aziende di sopportare alcuni costi per la formazione “sul campo”. 

Occorre però che alcune azioni di politica attiva siano rivolte alla formazione di base che dovranno differenziarsi a secondo delle figure professionali necessarie alle aziende.  

Non possiamo nascondere che le difficoltà più grosse sono quelle legate alla formazione in azienda degli operai, attuare percorsi di formazione per addestrare gli operai specializzati richiede più tempo, competenza professionale dei docenti, strutture e attrezzature idonee. 

Tutto questo implica, inevitabilmente, un aumento dei costi legati alla formazione stessa. 

Consideriamo questo periodo formativo un investimento che le imprese potrebbero assumere ma solo con la garanzia di tenere il dipendente anche dopo averlo “specializzato”; nessuno può dare alle imprese questa garanzia e pertanto necessita che questo periodo di formazione debba essere supportato e incentivato dalle politiche del lavoro.

Non possiamo pensare alla sola formazione teorica perché, come abbiamo scritto anche nel nostro  articolo safety first, non si può prescindere dall’esperienza acquisita “sul campo”.

Ad esempio per poter manovrare macchine perforatrici, gru, escavatori e così via è necessaria una formazione specifica, che deve essere garantita da un affiancamento ad operatori esperti e che possa portare al conseguimento di un patentino abilitativo.

Agenzie per il lavoro che sono dedicate all’attività di ricerca e selezione del personale specifici per alcune attività settoriali possono contribuire con la loro esperienza e vicinanza alle imprese del settore, nell’individuare i corretti percorsi di formazione che consentano l’inserimento di personale qualificato avendo acquisito le principali nozioni tecnico pratiche.

“Io penso che nessuno in nessuna parte del mondo possa parlare di futuro del proprio popolo o della propria organizzazione senza parlare di formazione. Chiunque controlli la formazione dei nostri ragazzi controlla il futuro”

(Wilma Mankiller attivista americana)


Storie di Cantiere 3

Un’altra esperienza di cantiere ci viene raccontata dai nostri amici e colleghi sul campo.
Questa è la storia di Antonino Santisi che ci racconta il suo primo giorno di lavoro in un cantiere “non tradizionale”.

Ancora una volta siamo testimoni di un percorso di formazione professionale che iniziato tra i banchi di scuola, prosegue direttamente sul campo, dentro i cantieri. 

Ecco la storia di Antonino:

“Correva l’anno 1991. Mi ero diplomato nell ’87, assolto gli obblighi di leva nell’88 e iniziato la  mia carriera di geometra tra un cantiere scuola per disoccupati e collaborazioni con imprese e/o professionisti operanti nel settore dei lavori pubblici, cercando di incrementare in modo esponenziale il mio bagaglio professionale che mi consentisse il salto di qualità. 

Cosa accaduta nel mese di Settembre 1991 e precisamente il giorno 14, quando per una serie di coincidenze, venni assunto da una grossa società di ingegneria specializzata applicata di Milano: la Consonda Spa. Il primo impatto per me che lasciavo il  piccolo ambiente paesano dove ero cresciuto professionalmente per ritrovarmi in uno più ampio con un’azienda che operava non solo a livello nazionale ma  in tutto il mondo, non è stato certo facile.

Dai primi contatti capii che alla fine il 90% della struttura siciliana era composta da Randazzesi che abitavano solo ad 11 km dal mio paesello, tranne il capo cantiere che veniva  dall’altra isola. Altro che Milanesi!

Iniziai di lunedì la mia avventura, assunto come operaio qualificato secondo livello, perché prima dovevo imparare tutto sulle attività di consolidamento, per poter crescere professionalmente ed avere tutti i privilegi previsti dagli avanzamenti di carriera, anche se per tutti ero il “Geometra” per i più giovani o “U ‘Ngigneri” (l’Ingegnere) per i più anziani. 

Il cantiere dove venni assunto e destinato era situato a soli 4,5 km da dove abitavo, chiamato cantiere Maniace, ma ubicato nel territorio del comune di Bronte (CT). Si trattava di un progetto molto avveniristico in quanto prevedeva la realizzazione di una diga sotterranea (unica in Europa) mediante continue perforazioni ed iniezioni di miscele cementizie e/o resine silicatiche espansive, eseguite dall’alto verso il basso dentro un cunicolo scavato nella pietra lavica che individuava una vallata riempita da una colata ove scorreva un fiume d’acqua tra il contatto della lava e le vecchie argille di base. 

Tale sbarramento alla fine ha funzionato: una serie di drenaggi sub-orizzontali captavano l’acqua e, senza l’ausilio di nessuna pompa, questa raggiungeva il cunicolo da dove  veniva tratta per essere immessa nella rete, con una portata di circa 80 litri al secondo.

Si trattava per me di un mondo completamente nuovo. Non avevo mai visto una galleria scavata, stavo scoprendo anche i famosi canali di “ingrottamento lavico”, tipici dell’Etna due dei quali venivano intercettati  proprio dal cunicolo in questione. Fu quest’esperienza che mi porterà in seguito a specializzarmi in “speleologia etnea” ed a visitare la grotta a monte del cunicolo chiamata di Maniace che possibilmente era collegata in tempi remoti ai cunicoli intercettati. Comunque oltre le cavità venni a contatto con tecnologie di lavorazioni  e mezzi fino al quel momento sconosciuti avendo seguito fino a quel momento, solo cantieri per così dire tradizionali. 

Il primo giorno di lavoro fu praticamente tragico, perché nel week end precedente le copiose piogge e la contemporanea mancanza di alimentazione alle pompe di sollevamento delle acque che si accumulavano all’interno del cunicolo, avevano fatto sì che trovammo la galleria completamente allagata. Impiegammo tutta la giornata a ripristinare tutti i sistemi, le pompe e quanto altro necessario a prosciugare  quel fiume d’acqua nel cunicolo. 

Il risultato fu che sono rientrato a casa la sera infangato dalla testa ai piedi e che mia madre, guardandomi perplessa, mi chiese: “  Tonino, sei proprio sicuro che ti hanno assunto come geometra?”

Questo è stato il primo giorno di un  lavoro che ho poi svolto per un trentennio, e che è rimasto impresso nella mia mente dopo tutti questi anni.”

Ringraziamo ancora una volta Antonino e invitiamo anche te a raccontarci la prossima storia di cantiere.

Inviaci una email a info@geojob.it e raccontaci un’esperienza o un episodio vissuto tra i cantieri. Siamo appassionati di questi racconti e pubblicheremo ben volentieri anche la tua storia.