WAW- Women at work

Una rubrica che raccoglie storie e consigli di donne del settore.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giuseppina Rannone, libera professionista nel campo dell’efficientamento energetico.

Con Giusy abbiamo parlato di passioni, orgoglio, vita di cantiere e tutela dell’ambiente.

Buona visione!

geoJOB & Giusy Rannone – WAW- Women at work

LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SULLE DONNE NEL SETTORE DELL’EDILIZIA

Storie di cantiere #4

L’EROISMO DELLA QUOTIDIANITA’

UNA VITA DI LAVORO E SACRIFICIO

Quando trascorri un’intera vita lavorativa lontano da casa, il pensiero che sostiene le tue lunghe giornate è proprio quello della famiglia da cui vuoi tornare. Cominci il fatidico lunedì non vedendo l’ora che arrivi il venerdì… Se sei fortunato quello della stessa settimana, ma più frequentemente della settimana successiva.

Sì, perché nella maggior parte dei casi, fai parte dell’esercito di lavoratori che viene dal Sud e che per mantenere la famiglia ha scelto un lavoro a centinaia di chilometri lontano da casa.

Così passano le settimane e via via i mesi, poi interi anni.

Nel frattempo, i figli crescono e, come direbbe De Gregori “Le mamme imbiancano”!

È un lavoro spesso usurante, ma che, costruito mattone dopo mattone, ha fatto di te il professionista che sei e di cui tutti sono orgogliosi. Quello che si dice “eroe” del lavoro, un lavoro svolto con dedizione, pazienza, impegno e sacrificio.

Poi ti accorgi che sono passati 30 anni e stringi i denti perché in fondo ne mancano pochi all’agognata pensione. Cominci a sognare cosa farai quando sarai a casa, dedicandoti finalmente ai tuoi hobby e a quello che hai rimandato per anni. Questi i desideri.

Ma che dire di fronte ad un destino balordo che in un attimo ti porta via la vita, i sogni e i progetti? Un destino che ti strappa agli affetti più cari, lasciando un vuoto incolmabile nella tua famiglia, nei tanti compagni di lavoro con cui hai condiviso questi lunghi anni, nella comunità del tuo piccolo paese.

Questa una delle tante storie di cantiere purtroppo senza un lieto fine.

Questa la storia di Carmine Ierardi, assistente di cantiere che da Pagliarelle, in provincia di Crotone, ha lavorato soprattutto al Nord Italia e in Svizzera.

Pensare che soltanto nel maggio 2019, Carmine rispondeva con orgoglio ad un’intervista per il programma di Rai 2 “Viaggio nell’Italia del Giro” sullo scavo della Galleria del Brennero. 230Km di ferrovia che attraverserà il Brennero e che, una volta ultimata, costituirà la più lunga galleria ferroviaria del mondo. Uno dei tanti fiori all’occhiello dell’edilizia Made in Italy. Carmine vi ha lavorato, ma non la vedrà mai realizzata.

Un malore lo ha strappato alla vita.

A lui e ai tanti che con serietà e professionalità svolgono i loro lavoro, spesso lontani da casa, va la nostra riconoscenza e il nostro affetto. L’Italia è fatta proprio di tutti questi eroi del quotidiano.

 

Carmine Ierardi

Inviaci una e-mail a info@geojob.it e raccontaci un’esperienza o un episodio vissuto tra i cantieri. Siamo appassionati di questi racconti e pubblicheremo ben volentieri anche la tua storia.

UNA DONNA IN CANTIERE

Pamela Cerminara è una delle protagoniste di WAW- WOMEN AT WORK, una rubrica dedicata alle donne che lavorano nel settore dell’edilizia, delle costruzioni e delle infrastrutture.

Pamela ci racconta la sua esperienza in quanto donna in cantiere, con quale ambiente lavorativo si è dovuta interfacciare e quali sono gli episodi (positivi e negativi) che hanno segnato il suo percorso.

Rubrica WAW- Women at Work

Cosa significa essere una donna in cantiere?

Quando mi è stato chiesto cosa vuole dire “essere donna in un cantiere” la mia mente ha fatto un salto nel passato…ma per me è più facile raccontare un po’ della mia vita in campo lavorativo.

Essendo Geometra (donna) ho sempre frequentato ambienti maschili dove in classe eravamo solo tre donne…. Già allora mi sentivo dire:

Ma non ti senti a disagio in un ambiente maschile?” – e io – “Ma perché? È una scuola come tante altre, io quando sono là non avverto differenze

Poi il tirocinio, la libera professione, il confronto con gli altri colleghi. Ricordo ancora il catasto…. le donne si contavamo sulla punta delle dita.

Ben otto anni fa presi la decisione di partire per fare il colloquio con la mia attuale azienda (che si occupa di Microtunnels). Andai controvoglia. Ricordo di aver risposto a mio padre (che insisteva per farmi fare quel benedetto colloquio):

Ma che ci vado a fare, non capisco nulla di quello che fanno, è una tecnologia che non conosco minimamente, non ho mai fatto cantiere, poi con un’azienda tedesca!!!! Ma sei matto???? Non conosco nemmeno l’inglese…. figurati se quelli prendono me…”

Così, pronta a sentirmi dire un NO colossale, indossai la mia maschera migliore e andai a fare quel colloquio direttamente in cantiere. Là scoprii che bisognava sostituire la mia collega in maternità (che poi è diventata la mia migliore amica) e che, nonostante il problema della lingua, mi avrebbero messo in prova 15 giorni con altre persone.

Iniziai il lunedì successivo.

Entrai in cantiere e veloce come una freccia mi chiusi nell’ufficio container con gli altri colleghi in prova. Iniziai a sistemare tutti i documenti e fogli sparsi per l’ufficio. Ricordo ancora il capocantiere di allora, che quando mi vide sistemare e catalogare i faldoni, arrivò con una marea di documenti arretrati da sistemare, e me li consegnò senza troppi se e troppi ma. Così sistemai anche quelli, perché io con le mani in mano non so stare…

Iniziai poi a mettere il naso in cantiere per vedere cosa stessero facendo. Così per caso mi accorsi che gli operai avevano difficoltà a riparare una pompa smarino e organizzai immediatamente la manutenzione da una ditta esterna. Da là mi coinvolsero giorno dopo giorno nelle fasi lavorative, aiutai anche il loro topografo nel fare i rilievi nel tunnel, come si suol dire…. mi sporcai le mani senza fare la schizzinosa. Ancora adesso molti rimangono sorpresi nel sapere che scendo nei pozzi e sto nei tunnel!

Le battutine non mancavano, ma nonostante il problema di comunicazione capivo benissimo, ridevo con loro e ci scherzavo su. E forse è stato proprio questo lato della mia personalità a farmi andare avanti.

Quali erano i tuoi rapporti con il personale di cantiere?

Con il personale di cantiere mi adattai subito, non ci fu tempo per le differenze di sesso. Si lavorava per portare a termine il lavoro. Dopo quindici giorni mi assegnarono un cantiere da sola, non ci volevo credere!

Nonostante con il personale di cantiere non ci fossero minimamente problemi, le differenze me le hanno fatte sentire alcuni colleghi (maschi) dagli uffici italiani (e che ora non lavorano più per noi).

Tante volte mi son sentita dire Tu non capisci niente. O sentivo dire loro Cosa vuoi che capisca!! È una poverina

Sembrava facessero di tutto per mettermi in difficoltà. Mi dicevano che loro dall’ufficio ne capivano più di me che ero presente 24/24 h in cantiere. Sono arrivati anche a studiare modi per farmi buttare fuori. No, non è stato minimamente semplice dover sentire queste cose.

Momenti di crisi ci sono stati, anche molto forti, nei quali mi chiedevo sempre: “Ma chi me lo ha fatto fare! Io cambio lavoro!”.

Ma quello che producevo con il mio lavoro parlava da sé. Per fortuna il mio Team Leader (che io scherzosamente chiamo “Boss”) mi ha sempre sostenuta. Capivo quello che loro volevano, ed è stato lui ad imporsi e chiamarmi anche dieci volte al giorno per farmi parlare in inglese per esercitarmi.

C’è stato un momento in cui non ti sei sentita accettata come donna in questo settore?

Il periodo più difficile è stato in Azerbaijan, dove la mia posizione non è stata mai accettata ed ero considerata (dai locali) il niente più assoluto in quanto donna. Sono stati i 15 mesi più bui che abbia mai passato, dove un ambiente maschilista al 1000% annulla la tua persona fino a farti sentire una larva. Parola dura ma è la cruda verità! Nonostante tutto la mia Azienda (operai inclusi) mi è sempre rimasta a fianco, sostenendomi totalmente.

Ripensando ai primi giorni in cantiere mi viene in mente anche un mio ex, il quale mi disse “Ma io che ci devo stare a fare con una che lavora in cantiere in mezzo agli uomini… per me non è una donna”.

Da allora ho fatto in modo di superare tutte le mie insicurezze… e oggi mi ritrovo su un cantiere in Israele dopo aver fatto zapping tra Italia, Azerbaijan, Germania e Portogallo!!!!

E non solo….

L’emozione più grande nella tua carriera lavorativa?

L’emozione più grande è stata ricevere, dopo la disavventura (solo ora la posso chiamare così) dell’Azerbaijan e in un momento di crisi su un altro cantiere, la telefonata dal Presidente del Collegio dei Geometri di Catanzaro. Mi informava di essere risultata unica donna Geometra regolarmente iscritta a lavorare su cantiere specialistico con azienda estera, in Italia e all’estero. Ricordo bene quel momento, non ci volevo credere, mi son dovuta fermare con la macchina e ho pianto, pensando che alla fine tutti i sacrifici fatti (e che ancora sto facendo) hanno portato a qualcosa.

Pamela Cerminara in Cantiere

In tutti questi anni passati in cantiere di una cosa sono certa: non è facile e non lo sarà mai. Con gli operai ci si è scontrati, arrabbiati l’un l’altro, si è riso, si è stati complici, ci si è supportati nei momenti di difficoltà, si è lavorato ed eseguito tutto senza bisogno di parlarci. Capisco però che è andato tutto bene quando a fine giornata ricevo una loro chiamata per bere una birra insieme.

Pamela Cerminara in cantiere

Pamela Cerminara  – Geometra di cantiere – Microtunneling

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DONNE IN EDILIZIA: DATI IN CRESCITA

Quando parliamo di edilizia e costruzioni lo paragoniamo sempre ad un lavoro pesante, sporco, difficile e faticoso. Ci verrebbe da pensare che sia fatto per soli uomini e poco adatto per le donne!

Invece non è così.

Quante donne lavorano in Italia nel settore dell’edilizia?

Secondo l’Istat riferiti alla fine del 2018, sono solo 51.674, il 6% della forza lavoro, mentre il 18% si dedica alla parte dirigenziale.

Secondo Almalaurea, poi, le laureate in ingegneria edile sono ben 56,2%. Inoltre, il 68% delle dipendenti donne nell’edilizia sono impiegate, mentre il 4,5% sono operaie. Le imprenditrici edili sono circa 3.000, ossia il 14,4% delle lavoratrici autonome.

Le donne non sono da meno dei colleghi uomini.  Dobbiamo rompere, però, quella sottile diffidenza e comprendere che ci sono tantissime colleghe che lavorano nel settore e che fanno la differenza.

Le donne nell'edilizia

Soprattutto in un mercato in forte crescita le donne potrebbero trovare spazi importanti. In che campo?

Non ci sono ostacoli affinché una donna trovi lavoro nel settore delle costruzioni. Occorre però considerare che in Italia, come nel resto del mondo, quando si pensa ad una donna che lavora nel settore edile si pensa faccia la segretaria, l’impiegata, l’architetto o la coordinatrice. Insomma, lavori non associati al rischio o alla fatica fisica.

Ma non è così!

L’edilizia tradizionale ha sicuramente carichi di lavoro pesanti e non tutte le donne, come del resto gli uomini, accettano di fare questa vita. Ma quelle donne che si avvicinano e trovano le giuste motivazioni per rimanere portano benefici all’impresa e a tutto il comparto.

LE PAROLE DI VITTORIO MASSIMO BORGO- CEO DI GEOJOB RECRUITMENT

Vittorio Massimo Borgo- CEO di geoJOB Recruitment

“Ho testimonianza diretta di donne che sono entrare in cantiere per fare uno stage e si sono inserite poi con un contratto di lavoro a tempo indeterminato utilizzando il loro “savoir-faire”.

Nella mia vita professionale ho avuto modo di assumere molte donne all’interno dei cantieri. Posso confermare di avere ancora dei ricordi bellissimi in cui le combinazioni tra lavoro eseguito e risultati hanno raggiunto punti elevati in termine di efficienza

Anche la Politica sembra che voglia contribuire al cambiamento. La Commissione Europea al fine di massimizzare l’impatto sulla realizzazione delle priorità europee 2020-2025 tra gli obiettivi di investimento propone anche:

  • L’inclusione sociale e la lotta contro tutte le forme di discriminazione come azioni volte ad aumentare il tasso di occupazione delle donne
  • La riduzione del divario salariale e la segregazione orizzontale e verticale del mercato del lavoro
  • L’abbattimento degli stereotipi di genere nei settori istruzione e lavoro.

Al di là delle belle intenzioni, la pratica e la realtà sono ben altre.

Una cosa è certa, le imprese del settore dell’edilizia devono affrontare il problema della crescita che si scontra con oltre un decennio di crisi che ha anestetizzato gli imprenditori e le maestranze in un susseguirsi di speranze che i lavori ripartissero.

Ecco, è arrivato il momento della ripartenza. Almeno gli indicatori dicono questo. Si stanno scaldando i motori, la metafora che riporto sempre è:

“Siamo una grossa pentola di acqua che bolle, occorre capire quando sarà il momento buono per gettare la pasta”.

Lo stiamo già vedendo in questi mesi di inizio 2021, la ripartenza sarà veloce e repentina. Le imprese non avranno tempo per programmare ma solo il tempo necessario per organizzare la propria struttura e renderla idonea ad affrontare i lavori che acquisiranno. Ce ne sarà per tutti e non possiamo sbagliare, o meglio, non è consentito sbagliare.

CI VUOLE FIDUCIA E CAPACITÀ DI PREVEDERE IL FUTURO, ORGANIZZAZIONE E CAPACITÀ DI COINVOLGERE UOMINI E DONNE.

Per fare questo, il ruolo della formazione è determinante! È opportuno ripensare ad una politica formativa di settore che tenga conto anche dell’inclusività. Ed è inoltre opportuno che il settore, in tempi rapidi, possa essere di stimolo trainante affinché i giovani ritrovino entusiasmo ad entrare a far parte del sistema produttivo delle costruzioni.

Il tempo stringe, i dati che analizziamo tutti i giorni ci dicono che non c’è tempo da perdere.

Noi di geoJOB siamo a fianco delle imprese e delle associazioni datoriali per recepire i bisogni e contribuire alla crescita del settore delle costruzioni, siamo convinti che solo un lavoro sinergico da parte di tutti possa aiutare a raggiungere risultati eclatanti nel breve periodo.”

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CRESCITA DELL’EDILIZIA: I DATI DELL’ OSSERVATORIO SAIE

Il 2021 sembra essere un anno all’insegna della crescita dell’edilizia. L’osservatorio SAIE a ha organizzato un’intervista ad un panel di aziende che parteciperanno alla fiera a BARI dal 7 al 9 ottobre con l’obiettivo di avere informazioni sull’andamento del settore. 

Secondo questo studio ben il 66% delle aziende intervistate sono fiduciose di chiudere l’anno in crescita. Dati supportati dal fatto che il 57% delle aziende intervistate ha registrato una crescita già nel primo trimestre.

Ma quale sarà l’elemento che permetterà a queste aziende di continuare a crescere? Per il  63% il Bonus Ristrutturazione, il 62% l’ Ecobonus, il 56% il Sisma Bonus e per il 59% il Super Bonus 110%.

DATI SULLA CRESCITA DELL’EDILIZIA-OSSERVATORIO SAIE

Il Superbonus, che è l’incentivo introdotto dal Decreto Rilancio, di cui tutti parlano, secondo il 38% delle aziende intervistate peserà sul fatturato in una percentuale compresa tra il 10% e il 25%, mentre per la maggior parte delle aziende, il 57%, inciderà meno del 10% del fatturato totale.  

Per il 38% delle aziende, peserà tra il 10% e il 25% di fatturato

Ma cosa succederà nel futuro? L’ottimismo sembra continuare. Infatti secondo l’86% delle aziende intervistate le aspettative sono di crescere in maniera sostanziale per i prossimi tre anni. Un ottima notizia anche da un punto di vista occupazionale, infatti la crescita si tradurrà nella necessità di assumere nuove risorse già a partire dalla  seconda fase di quest’anno. 

Quali sono però i dati che frenano il settore?

Non mancano, però, le preoccupazioni. Secondo le aziende intervistate, a rallentare questa crescita ci sono diversi fattori come la burocrazia in generale, ma anche  l’accesso ai dati e ai bandi di gara per le opere pubbliche, mancanza di chiarezza e trasparenza sono i primi aspetti negativi che frenano gli entusiasmi. La classifica vede al primo posto: la burocrazia seguita dall’incertezza normativa e gli aspetti fiscali mentre all’ultimo posto c’è il costo della forza lavoro.

Quali sono però i dati che frenano il settore?

FATTORI CHE FRENANO LA CRESCITA DELL’EDILIZIA

Come superare questi impasse? Le aziende del settore si auspicano una riforma della burocrazia per aumentare l’interesse alla sostenibilità e alla digitalizzazione dei processi.

AZIENDE CHE PUNTANO ALLA DIGITALIZZAZIONE

Conclusioni:

Le aziende hanno capito che per crescere bisogna puntare anche all’innovazione e alla ricerca. Uno degli esempi di innovazione è il BIM, cioè BUILDING INFORMATION MODELING. Si tratta di un metodo di progettazione degli edifici, oltre che di verifica e riduzione degli errori di esecuzione del modello. Non tutte le aziende conoscono i vantaggi della sua adozione come dimostrano i dati in basso:

  • il 34% lo conosce e lo ritiene molto utile
  • il 30% lo conosce ma ancora non l’ha implementato
  • il 36% non lo conosce.

Infine, l’edizione SAIE 2021 che si terrà il prossimo ottobre a Bari, può essere un’occasione per le aziende per aprirsi ai temi verso cui l’ambito delle Costruzioni e Edilizia sta puntando oltre che uno spunto per confrontarsi su aspetti quali:

  • Protezione e sicurezza sismica
  • Manutenzione e gestione delle Infrastrutture
  • Saie  in calcestruzzo
  • Prefabbricazione

Fatta questa analisi, vorremmo lanciare una domanda diretta, come pensate sarà il futuro dell’edilizia superato il periodo degli incentivi e del Bonus Ristrutturazioni, tanto caro alle aziende?

RICERCA DEL LAVORO NEL SETTORE EDILE

Chi di voi sogna di trovare il lavoro della propria vita? Quello per cui da piccoli alla domanda che lavoro vuoi fare da grande, ci brillavano gli occhi? Rispondevamo senza nessuna esitazione, con un sorriso smagliante, certi che avremmo seguito quella strada dritta e senza ostacoli. Così geoJob ha lanciato un sondaggio sulla ricerca del lavoro nel settore dell’edilizia.

Quale metodo scegliere nella ricerca di lavoro?

Crescendo, ci siamo accorti che la realtà è diversa. Non mancano deviazioni, cadute e slalom chilometrici prima di arrivare ad appagare le nostre aspettative, nella migliore delle ipotesi. Chiaramente, le dinamiche della ricerca di lavoro cambiano da un settore professionale all’altro. Diversi, i tips su Linkedin, soprattutto, per la costruzione del curriculum, la cura del proprio profilo online e la preparazione al colloquio di lavoro. La ricerca di lavoro nell’settore dell’edilizia e delle costruzioni in particolare in questo periodo, è una bella sfida. Così abbiamo chiesto ai nostri utenti secondo loro quale strumento è in grado di condurre al risultato, cioè trovare loro.

I risultati del sondaggio e il potere del Passaparola

I dati raccolti ci dicono che al 54% il passaparola si mette al primo posto. Al secondo c’è l’invio diretto di cv all’azienda con il 31%.  Mentre, agenzie interinali 8% e la figura degli Head Hunter al 7% si pongono sullo stesso piano. Cosa ci vuole dire quindi questo sondaggio  sul settore edile? Che è molto rilevante il passaparola nella ricerca di lavoro. Si tratta di una forma di refferal marketing fatto in primo luogo per noi da qualcuno che crede nelle nostre capacità. Ma si potrebbe pensare al passaparola come referral marketing esercitato dalla stesse aziende. Queste ricercano nuove risorse attraverso conoscenze o i loro collaboratori.  D’altronde, stiamo “pubblicizzando” il nostro profilo personale, anzi lo fanno coloro che godono di una certa rilevanza all’interno del proprio ambito lavorativo. Lo fanno coloro in grado di creare un relazione di fiducia. 

I dati del sondaggio della ricerca di lavoro

Un trend consolidato nel settore edile

La crisi del settore iniziata tra il 2009 e il 2010, e durata per un decennio, ha rafforzato il trend del “passaparola”. 12 anni di crisi hanno creato quasi 700 mila disoccupati. Per questo motivo, in un momento di forte difficoltà il modo più semplice era affidarsi ad un amico. Questi, ti avrebbe referenziato presso un altro amico in modo da farti entrare nel cantiere. La crisi di fatto è stata di tipo verticale, cioè una sorta di effetto domino. Significa che colpendo grandi aziende, ha avuto delle ripercussioni su aziende più piccole della stessa filiera produttiva producendo sempre di più manodopera senza occupazione.  

Il trend del lavoro nel settore edile

Come mai le Agenzie per il Lavoro non funzionano nel settore Edile?

Partendo da quel bacino di quasi 700 mila disoccupati creato dalla crisi: alcuni sono andati in pensione, altri si sono reinventati. È mancato completamente il ricambio generazionale a livello professionale. Quindi le figure specializzate sono diventate sempre più introvabili. Inoltre, le aziende non hanno trovato sul mercato un partner in grado di parlare la “lingua del cantiere”. È mancata un’organizzazione affidabile in grado di comprendere le esigenze tecnico operative delle aziende. Non si è stati in grado di interagire con i candidati riuscendo a dare loro la certezza di avere a che fare con persone competenti e in grado di comprendere il loro lavoro. Questo fenomeno ha allontanato le aziende del settore edile dalle agenzie generaliste, che troppo spesso non riuscivano a centrare il profilo e risultavano una perdita di tempo.

Il ruolo delle Agenzie per il lavoro

Ed è proprio qui che inizia il lavoro di geoJOB. La prima agenzia di recruitment nel settore delle costruzioni che svolge il ruolo di  tredunion tra competenza e accelerazione del processo di ricerca di lavoro e di dipendenti. Ad oggi sono pochi gli operai specializzati in alcune mansioni di cantiere. Così geoJob si impegna ad offrire un servizio di orientamento ai potenziali candidati per la ricerca di lavoro e affianca le aziende nella ricerca del miglior candidato. Qual è la differenza  tra geoJob e le agenzie interinali? La differenza è sostanziale. geoJob non è un’agenzia generalista ma è un’agenzia del settore edile che conosce bene le dinamiche di questo ambito sia lato candidato che lato impresa. 

IL CANTIERE INNOVATIVO: COME CAMBIA L’IDENTITÀ DEL CANTIERE

Come è cambiata l’idea di cantiere nel tempo? Quali sono le sfide che il settore edile ha dovuto e dovrà affrontare in futuro? Quali potrebbero essere le strategie di innovazione da abbracciare per realizzare un cantiere innovativo?

Quanto i cambiamenti climatici ed economici hanno avuto impatto sull’edilizia?

Queste sono le domande di partenza per sviluppare l’analisi del cambiamento del settore delle costruzioni edili e i suoi presupposti.

Cantiere innovativo

Il cantiere tradizionale

In un’ottica tradizionale, il cantiere è il luogo dove prende forma un progetto

In particolare, il cantiere edile è il luogo dove si erige, si restaura, si trasforma o si demolisce un edificio o un complesso di edifici. Il cantiere, allo stesso tempo, rappresenta da una parte lo sviluppo di processi complessi di burocrazia e concessioni e dall’altra la negoziazione tra ditta appaltatrice e committente.

Questi, però, sono solo alcuni degli aspetti superficiali in quanto bisogna anche valutare la salute del mercato edilizio, messo alle strette dalla crisi economica-stando ai dati europei degli ultimi anni che avevano previsto una recessione per il 2020. Si aggiungono anche il disallineamento tra la domanda e l’offerta di settore a causa della mancanza di personale qualificato e efficienza produttiva. In ultimo, bisogna capire se le politiche infrastrutturali rendano facile o meno la vita del cantiere edile. 

Da qui,d’altronde, sorge spontanea un’altra domanda: Che impatto ha il cantiere nell’area o nel quartiere in cui sorge? Apporta armonia o disarmonia a livello infrastrutturale, ambientale e sociale?

Il cantiere innovativo e la sua digitalizzazione

Tutte queste riflessioni hanno indotto a ripensare allo sviluppo del cantiere edile in termini di “snellimento” della filiera di valore in cui rientrano i soggetti citati sopra  come il committente e l’appaltatore, andando ad escludere gli elementi di disturbo o superficiali. L’intento è quello di dare vita al cantiere innovativo e rendere flessibile la realizzazione del progetto. Come? 

Grazie all’impiego della robotizzazione e della digitalizzazione che sincronizzano lo scambio di informazioni fra i vari soggetti, fornendo dati, statistiche e previsioni in real time.

Si passa così all’affermazione della Smart Construction o Off Site Construction attraverso cui cambia il processo: dalla serialità alla versatilità delle informazioni.  Altro valore aggiunto è senz’altro la collaborazione tra soggetti al fine di ottenere un prodotto di qualità e sostenibile pensando alle sfide e alle responsabilità verso l’ambiente che tutti noi abbiamo oggi.

Cantiere innovativo e digitalizzazione

Prefabbricazione e Sostenibilità

A proposito di sostenibilità, si è pensato quindi di compiere un primo passo quale la strategia della prefabbricazione, che esiste dagli anni ‘60, ma si tratta più di un modello americano che europeo o italiano. La prefabbricazione potrebbe rispondere in maniera immediata alla domanda, permettendo anche la personalizzazione in un secondo momento.

Inoltre, questa strategia parte dall’idea del riutilizzo, del restyling. Ciò si traduce in Deep Retrofit, cioè ristrutturazione di edifici le cui potenzialità energetiche possono essere ottimizzate a zero sprechi e zero impatti ambientali. L’obiettivo, secondo le direttive europee, è quello di decarbonizzare il mercato immobiliare entro il 2050.

Sostenibilità e Prefabbricazione

IOT e il valore dei dati nella Smart Construction

Ecco che subentra il concetto di Digitalizzazione edilizia, il quale  comprende fenomeni come Digital Twin e Internet of Things (IOT) che si traducono nel miglioramento dell’esperienza abitativa degli utenti attraverso la raccolta di dati. Il Deep Retrofit deve essere considerato come una cartella digitale sullo stato di salute dell’edificio, in grado di rilevare e incrociare i dati passati, reali e quelli futuri grazie alla collaborazione con i dispositivi IOT. 

Dalla commistione, infatti, tra Deep Retrofit e IOT si dà vita al fenomeno sempre più diffuso dello Smart Building in grado di studiare come gli ambienti vengono vissuti, quali sono i fattori di stress, come potrebbero essere migliorati e come prevenire fattori di crisi quali incendi o eventi sismici.

Tecnologia IOT
Dallo Smart Building alle Smart City: Cases Studies:

Nei prossimi anni vedremo diventare realtà progetti di Digital Twin in città  come Singapore in Asia e per l’Europa: Genova, Porto, Barcellona, Helsinki, Rotterdam e Zurigo. In quest’ultimo caso si menziona come fiore all’occhiello del futuro il Siemens Campus a Zugo dove tutti i fattori analizzati nei paragrafi precedenti si fondono per ottenere massimi risultati capaci di coprire i costi e gli sforzi iniziali grazie all’impiego della tecnologia e dei dati. Il risultato? 

Costruzione di edifici che recuperano il calore, impiego di impianti fotovoltaici, sistemi di raccolta dell’acqua piovana per migliorare la vita di chi vive o lavora dentro questo edificio mantenendo vivo il focus del risparmio. 

A questo si aggiunge, in un’ottica più ampia, il rapporto tra il sito dove sorge l’edificio e il quartiere di riferimento che si traduce in un progetto di Smart city, finalizzato ad avere zero impatti sulla vita delle persone, servendosi di telecamere o sistemi wireless che sondano gli spostamenti, il flusso di persone in entrata e uscita da quell’aria e traducono il tutto in dati per migliorare la qualità della vita a livello urbanistico.

Il ruolo e le competenze del Buon Preventivista in un’impresa Edile

Il Preventivista è una delle figure professionali attualmente più richieste dal mercato Edile ed è una risorsa che può fare la differenza in fase di acquisizione della commessa. Il suo è un ruolo da attore protagonista che, se ben svolto, può dar vita alla vincita della gara d’appalto al miglior prezzo per l’impresa, motivo per il quale ci viene assiduamente richiesto dalle nostre aziende clienti.

Come deve essere il bravo preventivista? Quali conoscenze deve avere per dar vita a un preventivo plasmato su misura di quella determinata commessa? Come è strutturato il suo ruolo in azienda?
In questo articolo faremo un po’ di chiarezza sulla figura descrivendo come i nostri clienti si aspettano che sia un Preventivista davvero competente.

Quali competenze e conoscenze deve possedere il Buon Preventivista Edile

Iniziamo dal delineare le competenze imprescindibili allo svolgimento del ruolo del preventivista edile.

Innanzitutto è necessaria una buona conoscenza del settore e del mercato edile per poter operare senza inghippi e con sicurezza rispettando le tempistiche che ben sappiamo essere molto ferree.

Di fondamentale importanza è essere radicato nel territorio e avere una profonda e dettagliata conoscenza dei subappaltatori locali con relativi prezzi , riuscendo a strutturare quella che è l’offerta giusta, senza spiacevoli sorprese finali.

La conoscenza del territorio è fondamentale in quanto i prezzi variano in base alla zona in cui prenderà vita il cantiere ed è fondamentale conoscerne ogni dettaglio e sfaccettatura.

Altrettanto importante sono le capacità analitiche, il preventivista deve saper navigare tra le pieghe del capitolato come un marinaio in alto mare sapendo prevedere  quelli che sono i possibili rischi sviluppando così un preventivo a un prezzo giusto. Non troppo alto altrimenti difficilmente si vincerà la gara e non troppo basso sennò la gara la si vince ma senza un soddisfacente guadagno o al peggio con il rischio di fallire. 

Buoni doti analitiche consentono di inserire correttamente nel preventivo quelli che sono i costi dei fornitori esterni e dei subappaltatori che collaborano con il cantiere. 

Il vero preventivista è colui che riesce a prevedere anche i costi legati a questi fornitori, possibile solo con esperienza accumulata negli anni e nel territorio, imparando a conoscerne usi e costumi.

A livello di competenze informatiche è importante che un preventivista abbia Conoscenza di Autocad, Project e quantomeno un’infarinatura del BIM

Completano il profilo Tenacia, si pensi che mediamente per ogni commessa sono richiesti 3 o più preventivi, empatia, disponibilità, velocità e, vista la imminente digitalizzazione del settore, predisposizione all’innovazione.

Il ruolo del Preventivista Edile in azienda

Il preventivista lavora nell’ufficio gare di un’impresa edile e delle costruzioni.

L’Imprenditore fa il sopralluogo, dietro ha il preventivista che sviluppa il capitolato d’appalto con un prezzario ed è in grado di dar vita al prezzo più appropriato.

Nessuno meglio del preventivista conosce a menadito il prezzo di vendita di ogni singolo prodotto.

Ad esempio se all’impresa serve un fornitore di cartongesso il preventivista, grazie all’esperienza maturata nella professione, prevede il prezzo di mercato.

Per far questo deve analizzare il mercato e il quanto la figura sia richiesta in quel preciso momento. Maggiormente sarà richiesta minore sarà il margine di contrattazione sul prezzo.

Ora facciamo una precisazione, il preventivista e il Capo Commessa/Cantiere sono due figure differenti, collaborano assiduamente insieme ma i ruoli sono diversi.

Il Capo Commessa fa execution in cantiere con una mansione più tecnica e operativa direttamente on the site.

Il preventivista rimane principalmente in ufficio a “macinare carta” e monitora i prezzi , sente i fornitori valutando l’andamento del mercato che ben sappiamo essere in costante evoluzione.

Il preventivista si appoggia al responsabile di commessa per avere feedback operativi che vanno a colmare la sua difficoltà ad interpretare un capitolato.

Ad esempio se bisogna ristrutturare un palazzo il preventivista si interfaccerà con il Capo Commessa/Cantiere  che ha una vision operativa valutando tutti i dettagli tecnici, magari quel tipo di lavorazione richiede quattro balconi a sbalzo e per questa ragione il ponteggio deve essere di un determinato tipo, con un determinato prezzo.

Edilizia Pubblica e Privata, come è organizzata la figura del preventivista

Partiamo dall’Edilizia Pubblica, le imprese che partecipano agli appalti pubblici avranno l’ufficio gare che è suddiviso in due parti. 

Una sezione è dedicata alle mansioni più amministrative che esamineranno l’importante parte documentale con la consapevolezza che bisogna presentare i documenti redatti in un certo modo, compilare la modulistica legata appalti pubblici alla zona in cui si va a lavorare.

Paese che vai, documentazione che trovi…

Il Preventivista segue la parte del capitolato, prezziario e imprese che eseguono i lavori, facendo riferimento ai prezzi della camera di commercio ( solitamente bassi)

Il preventivista all’occorrenza dovrà giustificare all’ente appaltante i prezzi, ad esempio allegando offerta del fornitore.

Detto in soldoni, il preventivista, come lascia intendere il nome, “sforna” preventivi a go go e si confronta con il responsabile commerciale che successivamente si interfaccerà con il committente. 

Concludiamo con l’Edilizia Privata, è composta da un ufficio gare meno strutturato, vista la minor burocrazia e spesso può succedere che vi sia una sola figura che si occupa della parte documentale in abbinamento al preventivista.

Anche in quest’ultimo caso, il ruolo del preventivista ricopre un ruolo di importanza strategica, indipendemente dal “valore economico” del futuro progetto.

In un periodo storico in cui si sta assistendo alla ripresa del settore Edile, grazie a nuovi investimenti e agli incentivi all’ordine del giorno: Sconto in Fattura, Ecobonus e l’ormai famoso Super Bonus 110%,  le richieste di nuovi preventivisti sono all’ordine del giorno.

Motivo per il quale è importante farsi trovare pronti e affrontare per tempo la selezione.

Sei un’impresa che è alla ricerca imminente di un preventivista o di figure nel settore dell’edilizia e delle costruzioni?  Sei nel posto giusto! 

Nel nostro database abbiamo molteplici preventivisti pronti a iniziare nuove avventure in Cantiere.

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La Bioedilizia un nuovo concept del costruire e dell’abitare

Parola d’ordine bioedilizia, tecnica costruttiva che negli ultimi anni ha visto una netta e profonda espansione grazie all’utilizzo di materiali sostenibili e sicuri.
Ma Cosa significa veramente tutto ciò? In questo articolo ci addentreremo in questo tema così di “moda” soffermandoci sul come costruire Bio oggi ci consentirà di abitare il domani in modo più smart e green ma non solo…

Come si costruisce in modo Bio?

Si parte dall’analisi del territorio, per verificare se non sussistano fattori nocivi che possano contribuire a creare un ambiente di vita malsano e si continua con l’efficientamento termico, acustico, idrico ed elettrico prediligendo fonti di energia rinnovabili ed altre soluzioni che abbiano un impatto minimo sull’ambiente.
Prendiamo l’esempio di Costruire una casa secondo il principio della Bioedilizia.

Prima di iniziare a posare il primo tassello di legno è fondamentale soffermarsi e pensare sul come si vivrà la casa tenendo ben a mente che ciò che si costruisce sarà un autentico contenitore di vita, progettato ad hoc per le esigenze abitative dell’utenza finale.

Gli ambienti in cui la famiglia passerà più tempo saranno rivolti sempre a sud per sfruttare il calore del sole durante i mesi invernali e l’illuminazione naturale, evitando di ricorrere ad eccessivi costi per il riscaldamento e raffrescamento dell’ambiente e limitando le emissioni di gas nocivi nell’atmosfera.

Anche le tecniche costruttive sono pensate per minimizzare il consumo energetico e impiegare fonti rinnovabili, evitando ricadute negative per l’ambiente in fase costruttiva.

In materia idrica occorre provvedere alla qualità ottimale dell’acqua potabile.

Quali sono i materiali più utilizzati nella Bioedilizia?

Il legno ma non solo, sono molti i materiali che possono essere utilizzati, vediamone alcuni.

Iniziamo dal più conosciuto il Legno: si presta bene se utilizzato sotto forma di pannelli con cui isolare acusticamente e termicamente la casa. La migliore caratteristica probabilmente quella di avere un’alta resistenza alla trazione e alla compressione, rendendo la casa un luogo sicuro in caso di terremoti.

Il sughero è un ottimo materiale isolante termico e acustico che neutralizza la presenza di ponti termici. Se inserito all’interno di blocchi di laterizio forati, può essere utilizzato anche per la realizzazione della muratura portante di casa garantendo anche un buon livello di isolamento dal calore e dai rumori.

Il vetro cellulare Formato da vetro riciclato poi compresso in pannelli, è un materiale totalmente impermeabile, ignifugo e resistente alla compressione, rendendolo così ideale nei lati esterni della fondazione. I suoi utilizzi più diffusi nell’edilizia sono: come isolamento perimetrale sotto la platea di fondazione e nella pavimentazione, come riempimento di solette e come strati di compensazione leggeri e coibentati sopra porticati a volta.

La canapa Per la realizzazione di mattoni green, la canapa si piazza tra i primi candidati tra i materiali maggiormente utilizzati. Tra le opzioni presenti sul mercato, le più performanti presentano un composto fatto di canapa e calce che garantisce un isolamento ideale dalla temperatura esterna della casa e dai rumori, oltre che assorbire bene il vapore e l’umidità, cosa da non sottovalutare per il benessere e il comfort di chi vi abita.

Quali i vantaggi di una costruzione Green?

Sono molteplici i benefici, proviamo a riassumerli in tre macrocategorie.

  • Capacità isolanti e risparmio energetico
  • Salute e buona qualità dell’aria
  • Costi sostenibili di gestione

L’impiego di materiali green e riciclabili aumenta nettamente le capacità isolanti dell’edificio in abbinamento all’utilizzo di energia elettrica e riscaldamento alimentati da fonti rinnovabili come ad esempio i pannelli fotovoltaici o all’energia eolica. Energia più pulita e bollette meno pesanti unite generano risparmio energetico ed economico

Vivere in una casa salubre garantisce sicurezza e una migliore qualità della vita, gli edifici sono progettati per garantire la salute dell’ambiente: i materiali e le tecnologie impiegate, infatti, sono pienamente rispettose dell’ecosistema e non erogano nell’aria sostanze inquinanti.

Altro punto fondamentale sono le proprietà antisismiche poiché Il legno da costruzione è un materiale antisismico per eccellenza, leggero e flessibile, facilmente trasportabile ed assemblabile in cantiere.

Non giriamoci attorno, costruire e acquistare un edificio costruito secondo il principio della bioedilizia prevede un investimento iniziale spesso oneroso ma che viene nel medio lungo periodo assorbito dai Costi sostenibili di gestione. Cosa conviene quindi? Risparmiare all’inizio per poi pagare tanto per una vita intera o Investire subito e risparmiare per il futuro?

Abbiamo visto che costruire e vivere secondo il principio della Bioedilizia e del risparmio energetico conviene proprio a tutti.
Oggi è il momento di agire sfruttando gli incentivi attualmente in essere come il super bonus 110% e lo sconto in fattura recentemente prorogato sino al 2022.

Cosa aspettiamo ancora?

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